Insidious 5 La Porta Rossa, una delusione

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Non pensavo di poter rimanere così delusa da un film che reputavo “facile”.

Insidious è il franchise horror creato da James Wan e Leigh Whannel nel 2010, anno di uscita del primo capitolo. Ne sono poi seguiti altri tre – quattro con l’ultimo uscito a luglio 2023 nelle sale cinematografiche.

Si tratta di una serie horror soprannaturale che segue le vicende della Famiglia Lambert. Josh Lambert (Patrick Wilson) e il figlio Dalton Labert hanno la capacità di separare lo spirito dal corpo e di vagare in una dimensione oscura popolata dagli spiriti dei morti: L’Altrove. É proprio da qui che arrivano le minacce più grandi che devono affrontare, tra spiriti di serial killer assetati di sangue e demoni maligni con intenzioni insidiose. In loro soccorso arriva una potente sensitiva, Elise, che li aiuterà a venire a capo del problema e ad affrontare il male.

Una volta risolto, Josh decide che è meglio per lui e per il figlio dimenticare tutto quanto nella speranza di dimenticare anche la loro capacità di viaggiatori e non risvegliare più l’interesse dei morti.

Ora, questo è un riassunto molto scarno. In realtà ci sono tantissime cose da dire sui quattro film della saga. Per questo vi rimando al video in cui ne parlo approfonditamente:

In ogni caso con Insidious 5 – La porta rossa si riparte proprio da qui. Si posiziona dopo il secondo film, a dieci anni dalla lotta contro la sposa in nero. Con alle spalle ben quattro film nei quali sono stati introdotti molti personaggi, pericoli e dinamiche tra il mondo reale e l’Altrove, c’erano tante opportunità da poter giocare nel nuovo film. Tutte non sfruttate.

ATTENZIONE SPOILER

insidious intro

Cominciamo con la trama in generale:
Josh e Renai Lambert si separano, a caso ma va bene, e Josh, che anche nei precedenti film non era mai stato particolarmente affabile, diventa ancora più scontroso.

Il film si apre con il funerale della madre di Josh, Lorrain Lambert, che nei primi due capitoli aveva giocato un ruolo importante ma che, in questo, a quanto pare era inutile. Perché la vediamo nella foto del funerale e mai più per tutto il resto del film. Oltre a Josh, un altro scontroso e insopportabile è Dalton, ormai cresciuto e prossimo a trasferirsi al college, nel corso di arte. Seguono una serie di pipponi sul pessimo rapporto padre figlio basato su una sostanziale incapacità comunicativa e delle battute senza senso che nessun genitore maturo si sognerebbe di dire.

Ma andiamo avanti.

Dalton si fa amica una ragazza della facoltà di matematica (se non erro), Chris che, naturalmente, ha una personalità sopra le righe e sprona Dalton a scavare nei suoi ricordi.
Difatti, ancora una volta dal nulla, josh e Dalton sentono che manca qualche tassello tra i ricordi del loro passato, c’è qualcosa che dovrebbero ricordare ma non riescono a farlo. Ma sono troppo impegnati in una continua lotta immatura tra ragazzini per poter affrontare il problema in modo sensato.

Ora, in qualche modo non meglio precisato, mentre Dalton sta dipingendo riemerge lo scorcio di un ricordo: dipinge la porta rossa e viene aggredito dal demone con il fuoco in faccia. É successo vermente? Era solo un ricordo? Non si capisce. Sembra però che abbia delle ripercussioni nel mondo reale dato che quando il demone afferra la mano di Dalton lo ferisce facendolo sanguinare. Ma alla professoressa del corso di disegno non importa, così come a nessun altro presente in aula. E a dirla tutta questo può anche starci: abbiamo visto nei precedenti capitoli che il demone ha il potere di interagire con il mondo materiale. Quello che però viene introdotto, anzi buttato senza nessuna spiegazione, è che a quanto pare Dalton può fare l’opposto attraverso i suoi dipinti: riesce ad interagire con l’Altrove e disegnando la porta rossa la apre al mondo. Ecco questa parte avrebbero potuto spiegarla meglio dato che è una novità che viene introdotta in questo film. In tutti i precedenti hanno sempre dovuto proiettarsi nell’altrove per riuscire a fare qualcosa e poi rifugiarsi nel mondo reale. Perciò Dalton ha sbloccato una nuova abilità? Da quando? Perché? Questa la rivediamo anche alla fine del film quando, per sigillare la porta rossa e il demone all’interno di essa, gli è bastato colorare il quadro di nero. Era così semplice?

Nel frattempo pare che ad essere presa di mira sia anche l’amica Chris, il motivo? Ancora una volta non è del tutto chiaro dato che l’obiettivo sembra essere sempre possedere il corpo di Dalton mentre il suo spirito astrale se ne è separato. Quella ai danni della ragazza sembra una semplice violenza gratuita che però non viene, a mio parere, sufficientemente enfatizzata per poter creare nello spettatore timore o empatia.

Ci sono citazioni ai vecchi film: tornano gli investiatori che collaboravano con Elise, ma solo in un video su Youtube che oltretutto non scatena alcun ricordo importante in Dalton, nonostante loro fossero stati presenti durante tutta la lotta contro l’Altrove. Avrebbe avuto più senso se la loro vista avesse scoperchiato il vaso di Pandora dei ricordi. Come tra l’altro ha, più o meno, fatto Carl con Josh. Anche in questo caso mi aspettavo avrebbe avuto un ruolo attivo nella storia considerando che era stato proprio lui a sostituire Elise nel secondo film e colui che aveva nascosto i ricordi ai Lambert. Invece ha avuto una comparsa di una trentina di secondi nella quale non ha detto o fatto nulla di che.

Un personaggio che viene introdotto ma che poi non se ne capisce troppo il senso è il padre di Josh che è servito solo a metterci la pulce nell’orecchio su un’altra sottotrama sul passato e l’origine dei viaggi astrali nella famiglia. L’unico collegamento carino che c’è stato riguarda la frase “questo finisce con me” che ha detto il padre prima di togliersi la vita e che ripete Josh quando, nell’Altrove, decide di porre fine alla sua vita per…sigillare la porta? Perché la sua morte avrebbe dovuto impedire al demone di uscire quando in tutti gli altri film ci hanno ripetuto che la vera forza sta nel fatto che siano ancora vivi? Ma tanto è stata inutile perché poi ci ripensa e risorge. Forse ci era rimasto male per il fatto che Dalton voleva solo darsela a gambe in barba al demone e al padre in difficoltà? Ma tanto aveva avuto quella intuizione cascata dalle nuvole di pitturare il quadro di nero. Vi immaginate se non fosse successo nulla?

Conclusioni

In conclusione non è tornato il demone delle chiavi che sembrava dovesse essere il rivale del demone con il fuoco in faccia e non si è più parlato della possibilità ci fossero altri regni nell’altrove. Questo a mio avviso sarebbe stato più interessante che fare tre quarti di film su pipponi familiari e lagne su come ritrovare i ricordi per poi risolvere tutto in quattro e quattrotto con una rapidità e superficialità che ha lasciato solo confusione e interrogativi. Si perché se da una parte il film è stato incredibilmente lento – non succede niente per la maggior parte del tempo – dall’altra è stato rapidissimo e sbrigativo. Ma in fin dei conti cosa potevano fare di più in venti minuti scarsi nei quali si è sviluppato tutto?

demone con il fuoco in faccia insidious

Ho sperato in una scena post credit che aprisse a nuovi scenari e che quindi questo film fosse un preambolo, noioso, a qualcosa di più. Ho sperato che questa porta nera avesse un ruolo o cambiasse le carte in tavola per l’Altrove che in questo film è stato particolarmente piatto e vuoto. Ma per ora non sembra essere così. Mi chiedo perché Elise non ci avesse pensato prima a disegnare una porta nera. Si sarebbe risparmiata tante fatiche e probabilmente anche la vita.

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