Slender Man – Il libro

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Edizione HarperCollins
Pagine: 350

Slender Man è un elemento del folklore occidentale che ha un’origine particolare (ne ho parlato qui sul mio profilo instagram).
Faccio una piccola introduzione per chi non lo conoscesse. Slender Man ha la forma di un uomo alto e particolarmente snello, come suggerisce il nome, senza volto e con arti allungati che terminano con dita come artigli. Veste un abito nero con la cravatta e presenta una sorta di tentacoli che fuoriescono dalla schiena. Ha la caratteristica principale di essere visibile solo alla sua vittima ed è in rgado di teletrasportarsi ovunque questa si trovi. La seguirà fino a farla impazzire e rapirla.
È famoso soprattutto nelle creepypasta o nei videogiochi. Il personaggio ha ispirato anche numerose pellicole cinematografiche.

Il libro

Questo è un libro abbastanza recente. Viene pubblicato in Italia il 24 ottobre 2019 da Harper Collins.
La storia si sviluppa tra trascrizioni dei verbali della polizia, pagine di diario, sms, mail e forum. Questo stile narrativo non è immediato, ma è stato organizzato in modo da essere abbastanza scorrevole.

Di cosa parla

Senza apparente preavviso scompare una ragazza, Lauren Bailey. Mentre i media e i compagni di scuola mettono a nudo le verità scomode della famiglia Bailey, l’amico Matt Barker, segretamente innamorato di lei, non si dà pace. Indagando sulla scomparsa dell’amica si imbatte in qualcosa di non umano e inizia a fare strani sogni, non sempre con gli occhi chiusi.

Cosa mi è piaciuto e cosa no

Partiamo dai lati negativi. Lo stile narrativo. È vero che poco sopra ho detto che è abbastanza scorrevole, ma comunque è uno stile che non consente un certo tipo di approfondimento. Sicuramente è un esperimento narrativo interessante, ma personalmente avrei preferito fosse più un ibrido con una narrazione più romanzata.

I lati positivi. Parto da un punto di vista più generale. Mi è piaciuta la storia. Semplice, lineare e ben organizzata. Tutti gli avvenimenti hanno avuto il giusto tempo per svilupparsi e questo è un fattore per me importante e che apprezzo sempre molto. Mi infastidisce quando ci si sofferma eccessivamente su un aspetto o viceversa si affronta frettolosamente un altro. Il ritmo, perciò, l’ho trovato piacevole e costante. Di quelli che ti fanno leggere un libro tutto d’un fiato.
Mi è piaciuta anche l’umanità delle reazioni. Stiamo parlando di ragazzi delle scuole superiori ed è importante la coerenza nei comportamenti in relazione ad avvenimenti fuori dall’ordinario. Insomma, molti dei ragazzi hanno reagito nello stesso modo in cui avrebbero reagito alcuni dei miei ex compagni di scuola. Non mancano esasperazioni, ma non le ho trovate eccessivamente fuori contesto.

Il finale

Il finale non è male. Non riesco a decidermi se è stato volutamente pensato per non avere un vero finale e quindi lasciare uno spiraglio aperto sulla vicenda o se la scelta sia prettamente stilistica, per cui un finale avrebbe cozzato con lo stile narrativo. In ogni caso non ho criticità da avanzare su una o l’altra soluzione.

E voi cosa ne pensate? Vi è piaciuta questa scelta narrativa?

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