Le Streghe di Salem – Il Libro di Rob Zombie

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Libro Le streghe di Salem
Le Streghe di Salem ed. New Compton Editori
Pagine:374

Nella libreria di Ripley di questo giovedì c’è il libro Le Streghe di Salem che il regista e musicista Rob Zombie ha scritto in collaborazione con B.K.Everson. La particolarità e, a parer mio, il punto di forza di questo libro è che è ispirato all’omonimo film (titolo originale Lords of Salem) del 2012. Infatti il libro esce un anno dopo, nel 2013, quando Zombie accetta la proposta di novellizzare la ua opera. Grazie a questo libro, Rob Zombie entra per la prima volta nella NY Times Bestseller List. Con questo libro Zombie

“… offre un’esperienza diversa dal film perché permette di entrare maggiormente nei dettagli”

Rob Zombie

La trama

Il libro parla della storia di una ragazza, Heidi, speaker radiofonica e discendente del reverendo Hawthorne che nel 1692 contribuì alla condanna di una congrega di streghe. Queste stesse streghe giurarono vendetta sui suoi discendenti e cioè proprio su Heidi. Un giorno la ragazza riceve in regalo un vecchio disco su cui è incisa una strana melodia che trasmette dalla stazione radio in cui lavora. L’effetto del disco scatena efferati comportamenti in alcune ascoltatrici e una serie di incubi terribili alla povera Heidi. Ma saranno veramente incubi? O ciò che sta vivendo è reale?

Il libro

Il libro presenta una narrazione asciutta e minimalista. Non si dilunga nelle descrizioni ma descrive graficamente l’immagine che vuole narrare. Le uniche descrizioni presenti vengono fatte attraverso i ragionamenti e i pensieri dei personaggi e ne inquadrano il profilo psicologico. Tutto ciò che viene scritto serve ai fini della narrazione – non ci sono aspetti extra, di contorno – che percorre la storia in maniera lineare.
Il linguaggio utilizzato è piuttosto blasfemo ed esplicito e devo ammettere che in alcune situazioni l’ho trovato ai limiti del disturbante.
La storia si svolge nell’arco di una settimana i cui giorni ne definiscono la struttura. Il libro presenta un’introduzione agli avvenimenti del 1692, che si riterranno fondamentali per la storia, per poi proseguire con 6 capitoli ognuno dedicato ad un giorno della settimana, dal lunedì al sabato.
Il libro entra subito nel vivo della storia, senza preamboli. Già a pagina 20 si assiste alla prima scena gore che coinvolge un neonato. Questa nello specifico è stata la parte che più mi ha impressionata del libro. Vi lascio come al solito l’estratto qui sotto.

Estratto capitolo 2 pag. 20

Cosa mi è piaciuto

Tutto!
Ma così è troppo facile. Posso raggruppare le qualità di questo libro in 3 punti:

  1. La facilità di lettura, il ritmo e lo stile letterario si sposano perfettamente al genere. L’asciuttezza con cui vengono descritte le scene consente la costruzione grafica automatica dell’immagine. Allo stesso tempo riesce a coinvolgere il lettore al punto di avere l’impressione di trovarsi sullo stesso palcoscenico. Leggere questo libro può essere paragonato alla visione di un film.
  2. Per quanto mi riguarda, ho la tendenza inconsapevole, o forse neanche troppo, di cercare sempre un filo affine al mio modo di approciarmi alle cose, o comunque quello che ritengo normale, che vede un equilibrio emotivo tra crudeltà ed empatia. Non riesco a concepire la cattiveria assoluta. In questo libro, invece, c’è e viene descritta benissimo. Zombie ed Everson definiscono perfettamente l’ideologia dei personaggi senza cavalcare l’onda di un falso buonismo, anzi, scava nella crudeltà e nell’assenza totale di bontà degli adoratori di Satana presenti nella trama. Questo aspetto mi ha sorpresa e disturbata allo stesso tempo.
  3. La descrizione delle scene gore è precisa e dettagliata senza risultare prolissa e noiosa.

Cosa non mi è piaciuto

Il cane si chiama Steve, mentre nel film è Troy.

Libro vs Film

L’obiettivo di Zombie di offrire dettagli in più alla sua storia, è stato raggiunto in modo esemplare, nonostante alcune differenze caratteriali dei personaggi: Heidi è più pensierosa, Whitey è più timido e impacciato… Ma tutto calza perfettamente come una rielaborazione dell’idea iniziale del film e migliorie e retroscena che sicuramente aiutano a capire meglio la versione cinematografica.

E voi? cosa ne pensate?

Alla prossima,
Ripley

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