AMERICAN HORROR STORY: Murder House – Tate Langdon

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Bentornati al quarto appuntamento sulle Vere Verità che sono state fonti di ispirazione per la prima stagione di American Horror Story: Murder House.

Oggi vi voglio parlare di uno dei protagonisti della stagione, ovvero Tate Langdon.

La sua storia si svela unendo tutti i flashback che ci vengono offerti nel corso delle puntate e veniamo a scoprire che è stato autore di una strage alla Westfield High School, per poi essere ucciso dalla SWAT nella sua camera da letto. Ma a chi è ispirato il biondo tormentato?

Pare che a fare da ispirazione per la creazione di Tate e del suo passato sia stato un fatto di cronaca del 1999 che verrà conosciuto come il Massacro della Columbine High.

Il Massacro della Columbine High

E’ il 20 aprile del 1999 quando due ragazzi, Eric Harris e Dylan Klebold, di 18 e 17 anni, entrano nella loro scuola nei sobborghi di Denver armati di fucili, pistole e bombe artigianali.

In realtà, forse fortunatamente, il piano iniziale dei due ragazzi non è andato a buon fine e i due hanno dovuto improvvisare.

Quella mattina stessa hanno piazzato una bomba in un campo vicino per distrarre gli addetti alla sicurezza dell’istituto, mentre altre due bombe sono state posizionate nella mensa della scuola. Avrebbero dovuto esplodere alle 11:17 scatenando il panico e l’evacuazione dell’edificio. A quel punto loro sarebbero stati nel parcheggio pronti a sparare contro chiunque fosse uscito dalla scuola.

I due ordigni non esplodono, ma l’esito sarà comunque disastroso con un totale di 13 morti e 24 feriti, in 20 minuti di follia pura. I due spareranno a chiunque incrocerà la loro strada. La maggior parte delle vittime verrà giustiziate nella biblioteca della scuola dove gli studenti cerca rifugio sotto banchi e sedie. Alcuni moriranno sul colpo, altri rimarranno gravemente feriti e altri ancora riusciranno a salvarsi fingendosi morti. Sarà poi sempre nella biblioteca che Harris e Klebold punteranno le armi contro loro stessi.

Riprese delle telecamere all’interno della Columbine High

Una strage preannunciata?

Con il senno di poi non si fan le guerre. Ma questa volta può essere un’affermazione più che reale perché i due ragazzi hanno lasciato delle tracce inconfondibili sulle loro intenzioni. Pare abbiano registrato dei video nello scantinato di Harris in cui fanno riferimento all’arsenale a loro disposizione, altri in cui si esercitano a sparare oltre a delle affermazioni fatte dallo stesso Harris sul suo sito personale riguardo le sue intenzioni di uccidere qualcuno.

Screen di uno dei video di esercitazione

Kelbold, invece, scrive sul proprio diario sentimenti di rabbia e manie suicide.

Pare ci sia anche un video nel quale i ragazzi parlano direttamente alle loro famiglie, ma non si sa precisamente cosa dicano perché tutti questi file non sono stati resi pubblici per il timore di creare emulatori. Purtroppo questo non è bastato a fermare le minacce di altre stragi.

A 20 anni dalla strage, la Columbine è stata chiusa per una minaccia individuata per tempo dalla polizia. L’autrice è la diciottenne Sol Pais rinvenuta suicida. La ragazza era ossessionata dal massacro del ’99 e sembra volesse riprodurre la strage.

Le accuse

Come capita spesso in queste occasioni, si mette in atto una vera caccia alle streghe. Quando succedono tragedie di questo calibro abbiamo il bisogno di dare la colpa a qualcuno o qualcosa.

Tra le critiche è finita la polizia per il ritardo nell’intervento. La SWAT è entrata nell’istituto 2 ore dopo che i due ragazzi si sono tolti la vita.

Sotto accusa sono finiti anche alcuni cantanti del mondo rock/metal come Marylin Manson e i Rammstein, accusati di aver ispirato il massacro con alcune loro canzoni, oltre a vari videogiochi violenti. I KMFDM, hanno dovuto prendere distanza pubblica dall’evento in quanto menzionati dallo stesso Harris nel suo blog.

20 anni dopo

A maggio 2019 una notizia sconvolgente torna a far parlare del massacro della Columbine, cioè il decesso di uno dei sopravvissuti. Austin Eublanks, 37 anni, si trova alla Columbine High quando Harris e Kolbold iniziano a sparare. Lui riesce a salvarsi ma rimane ferito ad una mano e al ginocchio. Questo lo farà entrare in un vortice di dipendenza da antidolorifici che lo porterà, 20 anni dopo, alla morte.

Sale quindi a 14 il numero delle vittime del massacro della Columbine.

Alcune vittime del massacro

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